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Pubblicato da Claudio | 05/12/2011 11/12/2011 | 2 | 1515

Shanghai

Località visitate:

Shanghai (Cina)


Mezzi di trasporto:


Racconto del viaggio

Si parte per Shanghai per partecipare a una fiera di lavoro nella zona di Pudong. Prima cosa quando si parte per la Cina è essere a posto con il visto, noi per questo ci appoggiamo a una società di Milano. Prenotiamo il volo con Swiss con partenza da Malpensa, scalo a Zurigo e quindi via a Shanghai. I voli per la Cina comunque abbondano. I cinesi viaggiano sempre di più e sono ovunque nel mondo che è sempre più nelle loro mani, ma non posso non chiedermi se sarà un mondo migliore o peggiore di adesso. Sono tutti concentrati sul boom che la loro economia sta vivendo e per loro nulla è impossibile e quindi non si fermano e vanno avanti, sempre avanti, assorbendo velocemente le ambizioni e i desideri dell’Occidente. Come diceva Terzani una civiltà che aveva inventato un suo modo di scrivere, di mangiare, di fare l’amore, di pettinarsi; una civiltà che per secoli ha curato diversamente i suoi malati, ha guardato diversamente il cielo, le montagne, fiumi; che ha avuto una diversa idea di come costruire case, di fare templi…un diverso concetto di anima, di forza, di vento, d’acqua…quella civiltà oggi cerca solo di essere moderna come l’Occidente e produce giovani che sognano solo di vestirsi come rappresentanti di commercio, di fare la coda davanti ai fast food e di avere un telefonino portatile (alla moda aggiungo io) ed è triste per l’umanità perdere queste diversità. Leggere durante il viaggio Un indovino mi disse di Terzani è davvero illuminate come alcune sue riflessioni siano vere e sempre più attuali. Essendo il primo volo in ritardo dobbiamo letteralmente correre a Zurigo per imbarcarci in tempo. Il volo scorre tranquillo, il pranzo con lasagne vegetariane è buono, così come il gelato alla fragola della notte. Arriviamo a Shanghai in orario, ritiriamo i bagagli e prendiamo un taxi che ci porta all’hotel. Piove, ma comunque durante il giorno smette, ma rimane sempre coperto. Non c’è traffico e in una mezz’ora arriviamo all’hotel Radisson Blu Hotel Pudong Century Park, che ha il vantaggio di essere a due chilometri dalla fiera ed all’interno di una zona commerciale, Thumb Plaza, con negozi e ristoranti. Le camere sono nuove, ben arredate e pulite, l’hotel è tranquillo e con palestra e centro benessere all’interno, peccato la piscina sia solo all’aperto. Un buon suggerimento è quello di cambiare i soldi in una cassa automatica, noi l’abbiamo fatto alla Shanghai Bank, dove non si pagano commissioni. Decidiamo di fare un giro per Shanghai, prima con il taxi passiamo per l’area dove c’è stato l’Expo e dove rimangono alcuni padiglioni ed in particolare quello cinese che è aperto e ospita mostre internazionali. Sempre con il taxi ci facciamo lasciare nella zona centrale Old Town e quindi la turistica Xintiandi. Il centro è un brulicare di attività, dove si possono ancora vedere persone intente a spennare i polli ai margini della strada. In questa città di grattacieli è uno dei pochi angoli rimasti autentici e dove si può vedere la quotidianità della Cina. Giriamo un po’ per le stradine e ci perdiamo guardando negozi di antiquariato e piccole attività di tutti i tipi. La cosa sorprendente è che più chiediamo alle persone e più siamo confusi, molti non sono di Shanghai e quelli che lo sono quando forniscono le indicazioni sono molto vaghi. Pur di dare una indicazione, te la danno sbagliata! Alla fine riusciamo ad arrivare a Xintiandi, area pedonale cuore della vita diurna e notturna della Shanghai turistica. Molto bella e curata, ma anche molto falsa e costosa. Affamati mangiamo qualcosa al Din Tai Fung, buono, ma caro (259 yuan in due). Cuore di Shanghai è il Bund, il quartiere coloniale della città costruito ad inizio XX secolo lungo il fiume Huangpu. Proprio arrivando sul fiume, avendo percorso tutta Nanjing Road, 1200 metri di strada pedonale, si apre lo skyline da fantascienza della nuova Shanghai. Pudong, questa è la zona, è una selva di grattacieli tra cui svetta la famosa torre della televisione, la Oriental Pearl TV Tower, alta ben 468 metri e costruita nel 1994 ed il World Financial Center, il più alto palazzo cinese. Fatto un controllo in fiera torniamo a piedi in albergo passando per il nuovo complesso Kerry Parkside, adiacente alla fiera e inaugurato quest’anno, dove si trovano negozi (tra cui un enorme negozio Muji), ristoranti e alberghi. A cena ci fermiamo al Ajsen Ramen, una catena giapponese con 653 ristoranti in Cina, dove si mangiano delle ottime zuppe e paste. Per fortuna che tutti i ristoranti cinesi hanno menù con le foto in modo da ridurre possibilità di errore! Con 137 yuan ci abbuffiamo. Dopocena mi faccio convincere a fare un massaggio, scartiamo il centro in hotel che costa 280 yuan e andiamo in uno dei centri appena fuori (ce ne sono tre), scartiamo quello con le ragazze con i reggicalze un po’ troppo in vista ed entriamo nel primo dove scegliamo il massaggio ai piedi a 98 yuan. Senza la mia collega cinese non sarei mai entrato, ci sistemano in una stanzetta, con luce soffusa e un plasma sintonizzato sulla CNN. Il massaggio è sicuramente da provare, ma forse la massaggiatrice era un po’ arrabbiata e ci è andata pesante, la parte più curiosa è il massaggio al piede con l’applicazione di ampolle a cui danno fuoco, difficile da spiegare, forte da vedere e un po’ doloroso da provare. I giorni successivi passano veloci in fiera e nel frattempo le temperature crollano. Una sera andiamo a mangiare ad un South Beauty, una catena cinese, famosa, ma che non mi ha molto impressionato. Sabato teniamo la stanza fino all’una e mezza, così andiamo in fiera la mattina e poi il pomeriggio facciamo ancora un giro per il centro. Andiamo a Fangbin Road, detta anche "Shanghai Old Street" che è vicino a Yuyuan Garden ed è una zona vecchia caratterizzata da tanti piccoli negozietti di antichità e di prodotti artigianali. Mi lascio andare e compro una testa di Budda al prezzaccio di 120 yuan. Un affare, peccato pesi un sacco. Mangiamo in un ristorante nascosto in un centro commerciale dove siamo solo noi, ma dove mangiamo comunque molto bene. Riprese le valigie andiamo in aeroporto, io ho la notte da passare in attesa del volo dell’indomani mattina, così mi sistemo al Motel 168, giriamo un po’ in aeroporto e alle dieci sono già a letto, uno scomodissimo letto circolare con vista sul Terminal 1! Check-in, controllo passaporti e dopo un’orribile colazione con il peggior club sandwich della mia vita si parte. Ancora un Airbus 340 e stesso posto, lato opposto, peccato il sedile non funzioni e solo con l’intervento dello steward la situazione letteralmente si sblocca. Tre film, due gelati e un po’ di sonno dopo e siamo a Zurigo. Un giro in aeroporto e quindi di nuovo in volo per Milano con l’aereo completamente pieno (è guerra per le cappelliere) e in ritardo. 35 minuti dopo atterriamo a Malpensa, di nuovo a casa.

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