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Pubblicato da Claudio | 04/06/2013 14/06/2013 | 1 | 1277

Dar-es-Salaam + Dubai

Località visitate:

Dubai (Emirati Arabi Uniti), Dar es Salaam (Tanzania)



Racconto del viaggio

E’ l’ultimo volo della sera quello che parte da Malpensa per atterrare a Dubai la mattina seguente. Si parte con un assurdo personaggio che voleva, con il divieto di imbarcare liquidi, portare con se a bordo ben tre vasetti di salsa di pomodoro, ma non quella normale, ma assoultamente creata con ingredienti unici e speciali. Bloccato. Questa volta si viaggia nel lusso della business class e vado a inaugurare la lounge Emirates di Malpensa, un intero piano di tranquillità con quasi un buffett, wifi, giornali, business center e imbarco dedicato. Partiamo regolarmente e il volo notturno trascorre veloce, prima una cena di tre portate e poi un sonno sdraiato sulle comode poltrone completamente reclinabili. A Dubai tre ore di attesa prima di imbarcarmi nuovamente per l’Africa e Dar-es-Salaam. In Africa! Qui non c’è mai nulla di semplice e veloce. Ho iniziato con il le vaccinazioni contro malaria e meningite, precauzionali, ma consigliate. Poi la profilassi alla malaria e poi ancora il visto. Al controllo poi la sopresa, da un lato la possibilità di fare il visto in loco, dall’altro la richiesta di 200 USD perché in viaggio d’affari. Non sono l’unico, molti vengono fermati, ritirato il passaporto e chiesto il pagamento. Inizia l’attesa nell’angusta e gremita sala. Un’ora di nomi chiamati e trepidazione e poi finalmente il passaporto torna da me. Preso i bagagli, si esce direttamente in strada. L’aeroporto finisce qui. TIA, This Is Africa, dovrò ricordarmelo! La temperatura non è male, cambio dei soldi e poi prendo il taxi a 40 USD, un furto, ma non ci sono tassametri qui e almeno la prima volta si viene sempre spennati. L’albergo, il Protea Courtyard mi piace, un’isola di tranquillità nel caotico traffico della città. 52 camere su tre piani che affacciano tutte sulla corte interna dove c’è la piscina ed il bar/ristorante. L’atmosfera è quella giusta, il personale gentile, la connessione wifi è buona e gratuita e si mangia anche bene al ristorante Langi-Langi. Quanto è strana la guida dei programmi con una ragazza di colore in copertina (per non parlare delle assurde fiction locali), i ben due pacchetti di preservativi (qui le malattie sessuali sono una cosa seria) e l’apribottiglie con Michelle e Barack Obama! La fiera è un disastro nell’oganizzazione, così un giorno visito i clienti muovendomi in taxi per 5 ore per la città. Qui è incredibile, tutti camminano lungo le strade e le rotaie, spesso trasportando qualcosa o cercando di vendere. Per strada si può acquistare di tutto dai pettini, agli appendiabiti, dagli adesivi ai tergicristallo, cibo e molto altro. La gente fa tutto in strada, c’è confusione, disordine, è un brulicare di persone, di macchine e mezzi a tre ruote. Si guida a destra, ma è solo un’indicazione. Alla domanda se esista una Dar-es-Salaam tursistica, la risposta è positiva, ma la si può comodamente visitare in un’ora. Questo è il tempo necessario per vedere Ocean Drive con l’Oceano Indiano, la torre del porto, una sbirciata al mercato del pesce, le due chiese di St Joseph's Metropolitan Cathedral (costruita nel 1902) e di Azania Front Lutheran Church (1898) e uno dei monumenti più noti del distretto di Ilala è il monumento agli askari, posizionato nel centro ideale della città. Ci sarebbero poi il mercato del pesce e quello di Kariakoo. Questo è tutto. La vita nottuna? Partendo dal presupposto che è sconsigliato uscire la sera (non che di giorno sia molto meglio), mi sono permesso solo una serata al ristorante etiope Addis in Dar, riconosciuto come uno dei migliori della città. Disperso nella zona nord della città, in una zona residenziale, è un cuorioso terrazzo all’aperto con candele, abbondanti zampironi, ombrelli colorati che fanno da paralume e richiami qua e là all’Etiopia. Mi prendo una birra Safari e poi un non so cosa di tipico, mi arriva una grande scodella con rotolini di specie di pane e tre ciotole: due di carne e una di spinaci. Come si mangia? Ovviamente facendo rotolini imbottititi e ovviamente tutto con le mani. Il cibo potrebbe non essere male, ma è così distante dai nostri gusti…Il caffè etiope ricorda invece tanto casa. Insomma la città vale al massimo il transito per Zanzibar o per i grandi parchi nazionali dell’interno.
Si riparte per Dubai, check out a mezzogiorno e via in taxi all’aeroporto. Al check-in va via la corrente e la lounge con quel leopardo all’ingresso è molto kitsch, ma è il momento di lasciare l’Africa verso le ostentazioni di Dubai. Nei diari precedenti ho già raccontato molto di questa città quest’anno solo due note. La prima è l’apertura all’interno del Dubai Mall di una nuova area, chiamata Denim District, dedicato ai jeans e all’abbigliamento casual. La seconda è la mia visita al Burj Khalifa, il grattacielo più alto del mondo. L’ingresso se prenotato online costa 135 AED e bisogna decidere l’orario, se invece ci si presenta all’ingresso per salire immeditamente costa ben 400 AED. Prenoto per il lunedì, arrivo un attimo in anticipo per ritirare il biglietto che non potevo stampare e alle 10.30 si sale al 124mo piano. Qui c’è una terrazza all’esterno e un ampia vetrata all’interno con binocoli. La vista è davvero spettacolare e personalmente vale la spesa, non siamo in cima in cima, ma si ha Dubai ai propri piedi con il centro commerciale, le fontane, la Vela all’orizzonte, Sheikh Zayed Road con i suoi palazzi. Ci si può fermare anche un po’ di più, ma mezz’ora basta anche perché all’esterno fa veramente caldo. Per la temperatura quest’anno rimaniamo piacevolmente stupiti, pure essendo metà Agosto la sera è anche piacevole mangiare all’esterno, cosa impossibile gli anni scorsi. L’hotel è sempre il Millennium, un ottimo albergo davanti alla fermata della metropolitana. Quest’anno camera al 56mo piano con vista spettacolare. La camera è pulita e grandissima, manca solo la connessione gratuita a internet, forndamentale per un business hotel come questo. Anche quest’anno sperimentiamo la notte di Dubai che non tradisce mai al Cavalli Club, il Buddha Bar e Neos. Il sonno poi lo recuperiamo quando si torna! Il ritorno con Emirates e partenza alle 3 di notte e arrivo a Milano in anticipo.

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