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Pubblicato da Claudio | 14/08/2014 18/08/2014 | 892

Parigi è sempre una buona idea

Località visitate:

Parigi (Francia)



Racconto del viaggio

Parigi è sempre una buona idea, anche se la visita è di pochi giorni. A ogni visita la capitale francese mostra sempre un lato nuovo e credo sia impossibile non voler perdersi in una città così. Si parte presto la vigilia di Ferragosto di un’estate piovosa come non ricordo altre, i chilometri per raggiungere Parigi da casa sono circa 900 per cui bisogna essere un po’ fortunati ed in effetti nessuna coda a Milano, o a Chiasso o al Gottardo. Tutto liscio e si arriva in albergo verso le 20.30 in quel di Boulogne al Courtyard by Marriott un hotel recentemente ristrutturato all’interno di un edificio d’epoca e con prezzi buoni. A Parigi il parcheggio costa caro (qui 18 Euro interno) e seconda decisione di non prendere la colazione perché le boulangerie parigine sono un trionfo di bontà la mattina. Non è il centro e piove, così si mangia un ottimo piatto kebab. La mattina si parte per l’esplorazione della città il contapassi a fine giornata segnerà 26000 qualcosa come 20 chilometri ai quali si aggiungeranno i 12 e 16 chilometri dei successivi. Due investimenti iniziali che si riveleranno molto profittevoli: Paris Visite e Paris Museum Pass. La prima è un abbonamento di 2 giorni a circa 17 Euro per viaggiare sui mezzi pubblici cittadini e la seconda è per l’accesso a circa 60 musei per 2 giorni a 42 Euro. In questi giorni di congestione questi due pass ci evitano innumerevoli code per i biglietti della metro, ma soprattutto agli ingresso avendo corsie preferenziali. Al museo d’Orsay e Louvre in 5 minuti eravamo dentro, penso che l’attesa sul piazzale per il secondo fosse di almeno 2 ore!! Si inizia con il Museo d’Orsay (Musée d'Orsay) celebre per i numerosi capolavori dell'impressionismo e del post-impressionismo esposti al suo interno. Si possono ammirare quadri di Manet (Le Déjeuner sur l’herbe), Degas (La classe de danse), Renoir (Bal du moulin de la Galette), Cézanne (La Femma à la cafetière), Monet (Le Déjeuner sur l’herbe), Van Gogh (Autoritratto) e Gauguin (Femmes de Tahiti). Il museo è una ex-stazione ferroviaria, costruita in stile eclettico alla fine dell'Ottocento. Il progetto di ristrutturazione diede fama internazionale all'architetto italiana Gae Aulenti. Pranzo al Cafe du Pont Neuf (14 di quai du Louvre) sul lungo Senna, un posto troppo turistico per poter mangiare bene. A poca distanza la Sainte-Chapelle che penso sia uno dei monumenti più incredibili di Parigi e del mondo. E’ situata nell'Île de la Cité, nel cuore della città e venne costruita da re Luigi IX come cappella palatina del medievale palazzo dei re di Francia e per custodirvi le preziose reliquie della Corona di spine. È considerato a buon ragione uno dei massimi capolavori dell'architettura gotica. E’ in fase di ristrutturazione (quasi finita) ed è nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO. Al suo interno è come essere catapultati nel passato. Vicino si trova la Conciergerie che è un palazzo storico inglobato nel grande complesso del Palazzo di Giustizia. Divenne famosa come "anticamera della ghigliottina" durante il Terrore, fase più sanguinosa della Rivoluzione Francese. Nell'edificio venne dislocata la sede del Tribunale dei Rivoluzionari, nonché quella della prigione dov'erano imprigionati i condannati. Tra i prigionieri più famosi troviamo la Regina Maria Antonietta e nel XIX secolo anche Napoleone III. La cella di Maria Antonietta è stata convertita in una cappella dedicata alla sua memoria, e possiamo osservare una ricostruzione della stessa con arredi d'epoca e manichini. La visita è veloce e personalmente non così interessante. Purtroppo la coda di Notre-Dame scoraggia l’ingresso, ma almeno una foto al suo esterno la si fa. E’ sempre spettacolare. Riattraversando la Senna si giunge nel quartiere ebraico di Marais che è delizioso con tanti negozietti, belle residenze, café e ristoranti. Il Marais deve il suo nome alla natura acquitrinosa dei terreni (marais è la parola francese per palude) sui quali venne edificato a partire dal XII secolo e dove, tra ‘500 e ‘600, la nobiltà parigina fece costruire una serie di hôtel particulier, residenze ancora presenti in quest’area. Il Marais, oggi, è conosciuto anche per essere molto frequentato dalla comunità gay, ma è soprattutto, e ormai da secoli, il quartiere ebraico. Se andate a Rue des Rosiers troverete una serie di pasticcerie e ristoranti tipici, con molti venditori di falafel (il più famoso e acclamato è L'As Du Fallafel) e tutt’intorno una serie di stradine in cui si respira ancora l’atmosfera d’un tempo. Se avete voglia di una crepe c’è Breizh Café (109 di Rue Vieille du Temple) che è una delle migliori creperie nel Marais secondo Garance Dorè (famoso fotografo e fashion blogger). Sempre qui Comme a Lisbonne (37 di rue du Roi de Sicile), una pasticceria dove assaggiare i Pastel de Nata, dei dolci tipici portoghesi che dicono siano eccezionali. Essendo compreso nel pass una visita al Centre Pompidou è d’obbligo. Il Centro nazionale d'arte e di cultura Georges Pompidou è un edificio particolare inaugurato nel 1977. Il Centro nacque dalla volontà di Georges Pompidou, presidente della repubblica francese dal 1969 al 1974, che volle creare nel cuore di Parigi un'istituzione culturale interamente dedicata all'arte moderna e contemporanea a cui si affiancassero anche libri, design, musica, cinema. Per questo il Centro comprende una grande biblioteca pubblica, il Musée National d'art moderne, e IRCAM, un centro, quest'ultimo, dedicato alla musica e alle ricerche acustiche. Ogni anno il Centro organizza una trentina di esposizioni monografiche o tematiche, raccogliendo in mostre temporanee anche materiale proveniente da altre collezioni. Alcune delle opere esposte lasciano perplessi e a tratti sconcertati, ma una visita, magari breve se non amate il genere, la merita. Tornando si percorre la rue du Faubourg-Saint-Honoré con i suoi negozi di lusso, gallerie d'arte, negozi di antiquariato e boutique d'alta moda (per citarne alcuni Gianni Versace, Christian Dior, Hermès, Jean Paul Gaultier, Christian Lacroix, Yves Saint Laurent Rive Gauche e Chloé). Per gran parte della sua lunghezza, la rue du Faubourg-Saint-Honoré corre parallela all'avenue des Champs Élysées dove si prende la metro per tornare in albergo. Il secondo giorno inizia con il Museo del Louvre uno dei più celebri musei del mondo e il primo per numero di visitatori: 8,8 milioni l'anno. Si trova sulla rive droite all’interno di un palazzo costruito durante la dinastia dei Capetingi, sotto il regno di Filippo II. Attualmente la collezione del museo comprende alcune delle più famose opere d'arte del mondo, come la Gioconda e la Vergine delle Rocce di Leonardo da Vinci, Amore e Psiche di Antonio Canova, Il giuramento degli Orazi e Incoronazione dell’imperatore Napoleone I di Jacques-Louis David, La Libertà che guida il popolo di Eugène Delacroix, la Venere di Milo e la Nike di Samotracia. La collezione del Museo del Louvre comprende oltre 380.000 oggetti e opere d'arte e sono in esposizione permanente 35.000 opere, scelte dai curatori delle sue otto sezioni ed esibite nei oltre 60mila mq a loro dedicati. Vederlo tutto è impossibile così ci si concentra sulle opere più famose. A pranzo uno stop al Cafe de l’Epoque (al 2 di rue du Bouloi) accanto alla Galerie Véro Dodat dove i prezzi sono salati, ma il filetto è buono. Nel pomeriggio prima si sale sull'Arco di Trionfo dove si gode di una meravigliosa vista della città e poi ci si prova anche con Versailles ma alle 18.30 chiude e per raggiungerlo dal centro di Parigi ci vuole circa un’ora compresa mezz’ora di bus 171. La sera ci sarebbero i fuochi e lo spettacolo di luci, ma meglio riposare un po’ ed uscire a mangiare qualcosa di buono. Il ristorante lo si trova, si chiama Le Tir-bouchon (22 di rue Tiquetonne) magari hanno un servizio lentissimo, ma si mangia davvero bene, il fois gras sciolto sulla carne me lo ricorderò per molto tempo. Terzo giorno è Disneyland si cambia albergo (al Paxton Resort and Spa di Ferrieres-en-Brie) e ci si avvicina alla zona est della città da qui solo due fermate con la RER e si arriva al parco di divertimenti. Una giornata interna su attrazioni del parco con pranzo pomeridiano al Planet Hollywood (il cui hamburger non lascerà di certo traccia nei miei ricordi, se non per il prezzo). La sera al parco alle 23 prima della chiusura lo spettacolo Disney Dreams al Castello della Bella Addormentata davvero spettacolare: luci, musiche, raggi laser, fuoco e uno spettacolo pirotecnico davvero unici. La giornata è grigia, ma almeno non piove e pur essendo domenica a parte le ore centrali dalle sei in poi il parco si svuota e molte attrazioni si fanno con 5/10 minuti di attesa. Incredibile, non me lo ricordavo così. Nelle note culinarie non potete non provare il pane al cioccolato sfornato dalle panetterie la mattina o le tartelettes au citron (tartine al limone) meringate o no che trovate in tutte le pasticcerie (la migliore sembra quella di Carl Marletti in rue Censier 51). Immancabili poi i dolci per antonomasia di Parigi i macarons che potete prendere alla Maison Ladurée (3 negozi in centro) o da Meert a Marais. Un appunto per me per la prossima volta di non mancare il ristorante libanese Al Mankal e Les cocottes de Christian Constant. Ultimo giorno ed è tempo di tornare. Altri 900 chilometri di Francia e Svizzera, giusto il tempo di un pranzo alla meglio, comunque partendo alle 11.30 da Parigi in 10 ore si torna a casa.

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