Questo sito utilizza i "cookie" per facilitare la tua esperienza di navigazione. Accetta e continua - Cookie Policy

Pubblicato da Antonella | 09/08/2014 26/08/2014 | 4 | 651

Viaggio nel Canada Orientale

Località visitate:

Montreal (Canada), Niagara Falls (Canada), Ottawa (Canada), Quebec (Canada), Saint-Gédéon (Canada), Sainte-Anne-de-Beaupré (Canada), Tadoussac (Canada), Toronto (Canada), Wendake (Canada)


Mezzi di trasporto:


Racconto del viaggio

Poiché solo viaggiando si impara a viaggiare (guardando, parlando, ascoltando, aspettando e....scrivendo) riporto qui la nostra esperienza senza soffermarmi troppo sugli aspetti architettonici o storici che comunque si possono leggere sulle varie guide. Il nostro tour del Canada era così configurato: Toronto, cascate del Niagara, Parco Alconquin, Ottawa, Montreal, Quebec City, Lago Saint Jean, Tadoussac; rientro Quebec City dove abbiamo riconsegnata auto (attenzione che se la si riconsegna in una città diversa da quella prelevata aggiungono una spesa che per noi è stata di 300 dollari) volo per Toronto e da qui rientro in Italia. Chilometri percorsi circa 3000 con 400 dollari circa di carburante. Partiamo con Air Canada alle 12,20 con arrivo ora locale alle 15 (per noi le 21), ritiriamo l’auto noleggiata aspettando più di un’ora per il navigatore in lingua italiana poi, con un po' di fatica, troviamo il nostro hotel. Due anni fa ha cambiato nome, ma il sito è sempre quello (tutti gli hotel li abbiamo scelti in internet) e questo ci rende la ricerca difficile. L’hotel Hidden Valley Resort non lo consigliamo, decisamente scaduto e poco curato. Prima tappa le cascate del Niagara che distano 130 chilometri da Toronto. Qui c’è un parcheggio enorme al costo di 20 dollari vicino alle cascate. Premunirsi di ombrello o mantellina poiché gli spruzzi seppure nebulizzati, bagnano. Non abbiamo preso il Maid of the Mist lo storico battello che porta fin quasi sotto le Horseshoes falls (cascate a ferro di cavallo) poiché il vapore prodotto non fa vedere molto (se non nulla) pertanto abbiamo preferito scendere con un ascensore e osservare le cascate da dietro dopo aver percorso un tunnel. Lo spettacolo migliore è tuttavia dal belvedere. Piacevole poi la camminata in Parkway, giardini e verde curatissimi dove, essendo una domenica di sole, molte persone faceva pic-nic e si riposavano. Niagara on the Lake, prima capitale del Canada, cittadina sull'Ontario ricca di numerosi negozietti, tra i quali lungo la Queen Street la vecchia farmacia con i suoi vasi contenenti le misture usate a fine 800 e l'elenco dei vari rimedi per i mali più comuni. Forse la cittadina è po' troppo turistica, ma comunque piacevole. Toronto è una metropoli moderna con numerosi grattacieli a specchio. A parte le attività più ovvie come salire sulla CN Tower a 553 mt. (costo 32+12 per salire fino allo Skypod), girovagare per Yonge Street, passeggiare nella zona di Harbourfront (giardini e lunghissima pedonabile che costeggia l'Ontario (lago parecchio inquinato) abbiamo preso il bus scoperto (dalla CN Tower salire i gradini laterali, passare sopra il ponte della ferrovia scendendo la prima strada a destra c'è una fermata) per avere meglio la visuale d'insieme della città (costo 35 dollari). Si può scendere dove si vuole e riprendere il mezzo anche in un’altra delle altre fermate per tutto il giorno. Visitato Casa Loma, costo 25 dollari che è una villa museo degli anni 20, il museo di arte moderna AGO, costo 15 dollari (chiuso il lunedì) contenente collezione arte Inuit, opere dei più famosi pittori canadesi e diverse sculture di Henry Moore, il mercato di St. Lawrence il più vecchio della città si può acquistare carne, frutta e verdura, pane, pesce (il salmone aveva un colore acceso bellissimo) e molto altro. Visitiamo poi il Parco Algonquin. Qui soggiorniamo all'hotel Hidden Valley Resort buono; dalla finestra della nostra camera si vedevano gli scoiattoli. Peccato solo che la pioggia abbia rovinato i programmi. Siamo entrati nel parco (16 dollari per l’auto) e c’erano 12 gradi. Raccolto qualche mirtillo, visto un alce e dei cerbiatti, pranzato al Portage Store con 80 dollari in quattro, ma la bici o la canoa piuttosto che la barca ce li siamo scordati. L'attraversamento del Parco che ha un'estensione pari alla nostra Lombardia nella parte più bassa è di 56 chilometri. Prossima tappa Ottawa dove soggiorniamo al buon l'Hotel Lord Elgin anche se le camere erano piuttosto piccole. E' la capitale del Canada, ma se si toglie la visita al Parlamento con il relativo cambio dei mountie (le guardie a cavallo) la torre dell'orologio e il canale Rideau che collega Kingston con Ottawa (200 km. e 47 chiuse) rimangono solo dei grandi palazzi governativi e poi con la pioggia...A 40 chilometri a ovest della capitale visitiamo il Diefenbunker Museum, bunker costruito nel periodo della guerra fredda che avrebbe dovuto ospitare 300 personaggi importanti per 30 giorni in caso di attacco nucleare. Stanza del primo ministro, studio radiofonico, delle telecomunicazioni, sala operatoria, stanza di sicurezza della CBC, dismesso solo agli inizi degli anni 90. Costo entrata 16 dollari. Chiude alle 17. Andiamo a Montreal e stiamo all'hotel Delta Montreal che è perfetto, bello, comodo (parcheggio coperto annesso costo 28 dollari per 3 giorni) vicinissimo al centro. Cenato in due brasserie consigliate la prima meglio della seconda: 3 Brasseur (in S.te Catherine Ovest una delle strade principali– Bocaccinos (nei pressi). In genere il costo si aggira sui 10/15 dollari per un'insalata ricca, sui 20 dollari la carne o il pesce, 7 la birra, 3 bibite, 6/7 il dolce. Finalmente il sole e temperatura in rialzo pertanto giro città ancora con il bus scoperto (50 dollari). Visitiamo la Basilica Notre-Dame: la volta e la pala dell'altare blu in contrasto con le parti lignee dorate creano un'atmosfera veramente suggestiva (per la sua singolarità questa sicuramente me la ricorderò) attenzione se ci sono matrimoni o stanno celebrando funzioni non fanno entrare. Museo Des Beaux-Arts dove erano in esposizione i gioielli prodotti da Fabergé (20 dollari). Oratorio St. Joseph sulla collina, meta di pellegrinaggi e poi la città sotterranea una rete di passaggi (29 km) che collegano stazioni della metro e ferrovie con i grandi magazzini così in inverno molti canadesi non escono all'aperto. L'anno scorso sono arrivati a -47°! Da vedere, se si ha tempo, anche il parco Mont-Royal 200 ettari di verde. Abbiamo poi assistito alla sfilata del Gay Pride (carnevalesco con eccessi di cattivo gusto) e maratona dei colori. A Quebec-City una piacevole nota è l'Otel Auberge St.Pierre. Benchè di vecchia costruzione ma ristrutturato in modo particolare con camere disposte su due livelli con piccola cucina e salottino, tocco finale la vasca da bagno in camera. La città si avvicina sicuramente di più alla nostra cultura europea. Molto francese, molto più colorata e movimentata soprattutto nella parte vecchia che rimane sulla collina la cui attrazione principale è l'hotel più fotografato al mondo: il The Fairmont Le Château Frontenac è un enorme castello con 611 stanze disposte su 18 piani con ben 12 chilometri di corridoi. Si possono effettuare visite guidate. Negozietti, ristoranti, musicisti, saltimbanchi rallegrano le strade piene di turisti. Dalla terrazza panoramica vista sul San Lorenzo che qui è largo solo 1 km per poi raggiungere il 150 km alla fine del fiordo di Saguinay. Abbiamo poi visitato il Parlamento provinciale del Quebec, la cittadella (sede del reggimento Canada's Royal 22s), giro delle mura, Basilica Notre Dame de Quebec, convento delle Orsoline (prima scuola femminile di tutta l'America). Nei dintorni della città le cascate di Montmorency nel relativo parco, ma che comunque si possono vedere dalla strada (più che sufficiente). Poi il santuario di Sainte-Anne-de-Beaupré (strada 138) centro di culto cristiano. Ancora il villaggio ricostruito degli indiani Uroni a Wendake (uscita 154) rue Stanislas-Kosca 575 costo entrata 13 dollari con possibilità poi di pranzare a base di bisonte. Penso ne valga la pena anche solo per rendersi conto di come vivevano. Ancora oggi una comunità nativa vive nella riserva anche se ormai integrata. Nonostante l'orario di chiusura, grazie alla figlia del proprietario, siamo riusciti a visitare anche il ranch di allevamento dei bisonti a St. Prosper la cui carne non si discosta molto da quella di manzo forse leggermente più asciutta il vantaggio è che contiene poco colesterolo e molte proteine (8 dollari). Ci spostiamo poi a Lac Saint Jean all'hotel Auberge Des Iles a Saint Gedeon che è piacevole e la posizione sul lago compensa la carenza del servizio di pulizia. Qui natura tra pini, acqua e cielo. I loro bacini d'acqua, fra l'altro con fondale argilloso che dà una colorazione marrone, sono enormi pozze alcune più grandi dei nostri laghi. La profondità dell'acqua è di qualche metro ed in inverno ghiacciano totalmente. Poiché da terra è una visuale piatta abbiamo deciso di fare un giro con un piccolo Cessna (costo 100 dollari per 3 persone) noleggiato a Saint Fèlicien per vedere il panorama dall'alto. Interessante e divertente. Quindi Tadoussac che è Il posto più frequentato per l'avvistamento delle balene. Qui due grandi fiumi si incontrano, le acque gelide e salmastre del san Lorenzo e quelle dolci del Saguenay creano un habitat naturale dove alcuni cetacei trascorrono solo l'estate ma altri, i beluga, rimangono anche durante la stagione invernale. L'hotel dove abbiamo soggiornato è l'Hotel Tadoussac (chiedere camere che si affacciano sulla baia) di vecchia costruzione ma funzionale con un giardino arredato di sedie sdraio stupendo che dà sulla baia. L'uscita per l'avvistamento l'abbiamo fatta con il battello (secondo me sarebbe da provare comunque anche il gommone visto che non capita spesso di incontrare balene) il cui costo può variare dai 40 ai 50 dollari. Noi abbiamo prenotato la gita in hotel ma molte sono le agenzie che forniscono il servizio. Esperienza unica e munendosi di cannocchiale ancora più interessante. Gli avvistamenti variano a secondo della giornata e si può essere più o meno fortunati.
Due e tre notizie spicciole: nei negozi addizionare sempre la tassa che può variare da provincia a provincia (l'Iva che si aggira sul 10%); nei ristoranti è dovuta la mancia che può variare dal 15 al 20%; le autostrade sono gratis e i semafori sono posti oltre gli incroci; non assaggiare la “putine” piatto tipico del Quebec sono solo patate fritte con sopra del formaggio e un intruglio di sugo di carne, provare invece la torta Bluette (con i mirtilli) e la torta di zucchero; i prezzi indicati sono sempre in dollari canadesi; non accorre la patente internazionale.
In conclusione sono contenta di questa esperienza, ma se dovessi suggerire a qualcuno un itinerario direi di partire da Montreal poiché sia Toronto sia Ottawa non emozionano più di tanto, riducendo a 12-14 giorni il viaggio completo. Il Canada è una scelta che a mio parere viene dopo aver visitato, almeno in parte, gli Stati Uniti.

Links utili:





Commenti Ricevuti

Solo gli utenti registrati possono lasciare commenti.
Registrati adesso!

Login

Username:



Password:



Rimani connesso




Registrazione nuovo utente