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Pubblicato da Antonella | 13/11/2006 20/11/2006 | 2 | 1710

Crociera Isole Greche

Località visitate:

Dubrovnik (Croazia), Katakolo (Grecia), Mykonos (Grecia), Rodi (Grecia), Thira (Grecia), Bari (Italia)


Mezzi di trasporto:


Racconto del viaggio

E’ novembre e i nostri amici vogliono festeggiare il loro anniversario di matrimonio, così noi ci aggreghiamo e proviamo per la prima volta l’esperienza della crociera che prevede scali a Bari, Katakolon/Olimpia, Santorini, Mykonos, Rodi e Dubrovnik. L'imbarco è a Venezia sulla nave Costa Victoria della Costa Crociere e l’imbarco si svolge con sufficiente celerità. Ci assegnano la cabina prenotata al secondo ponte con balconcino che troviamo accogliente e ci mettiamo a nostro agio. Salpiamo che ormai è l'imbrunire e la città sfila lentamente sotto il nostro sguardo ammirato e, fino a che le ultime luci si sono dissolte, restiamo sul ponte. Il primo giorno di navigazione prevede lo scalo a Bari dove abbiamo qualche ora disposizione. E’ una bella giornata di sole e ci inoltriamo nella città vecchia situata tra i due porti (il vecchio e il nuovo). Il centro storico ha un’urbanistica medioevale e l’attrazione più imponente è il castello normanno-svevo che nei secoli divenne prigione e poi caserma. Palazzi (come quello arcivescovile) e chiese (come la basilica di San Nicola che contiene le spoglie del santo protettore) fanno da sfondo. Risaliamo sulla nave, dove un controllo per la sicurezza è d'obbligo e rassicurante. Ceniamo al ristorante dove camerieri molto gentili ci accompagnano al tavolo apparecchiato con accuratezza e scegliamo i piatti dal menu del giorno. Il vino è a pagamento (corretto), ma l'acqua...si paga! La cena è ottima e saziante. La serata si conclude nella sala del teatro dove, seduti su comode poltroncine, assistiamo ogni sera ad uno spettacolo diverso di ottima fattura. La prima tappa sul suolo greco la facciamo a Katakolon, piccolo porto nel Peloponneso dove, dopo aver passeggiato lungo la strada principale cosparsa di vari negozietti per turisti, decidiamo di tuffarci nella cucina greca (vista l’ora). Troviamo una “tavernas” sul porto molto invitante dove la nostra nave fa da sfondo. La cucina greca non prevede i primi piatti, ma è caratterizzata da tanti antipasti che stuzzicano l'appetito come sott'oli, involtini di riso, sfogliatine ripiene, salsa di melanzane e di cetrioli con yogurt, segue un secondo di carne o pesce (solitamente alla griglia) e insalate con formaggi. I dolci sono simili a quelli dei paesi nordafricani a base di sfoglia con mandorle-pistacchi e miele. Assaggiamo un po' di tutto e ne restiamo soddisfatti. Siamo in navigazione nell'Egeo, il mare è calmo e blu e la scia bianca e spumeggiante della nave lo divide in due parti simmetriche. Ogni tanto affianchiamo qualche isola o ne intravediamo il contorno ce ne sono parecchie disseminate in questa parte di mare. Di mattina arriviamo a Santorini, nata, come altre cinque isole, da un’eruzione vulcanica. Appartenendo alla zolla euroasiatica che si scontra con quella africana è zona soggetta a terremoti ed eruzioni (alcuni vulcani sono ancora attivi nelle profondità marine). Il borgo si trova a circa 600 metri sul livello del mare. C'è la possibilità di salire a dorso di mulo oppure farsi una bella camminata, optiamo per la seconda e ci incamminiamo su questa “mulattiera” asfaltata per raggiungere Thiva il capoluogo. Il turismo è la fonte principale di reddito affiancata da quella della produzione di vini bianchi secchi e dolci che su questa terra vulcanica acquistano un gusto e aroma particolare. I tralci dei vitigni sono potati e arrotolati su se stessi per proteggere i grappoli dal calore del sole e dal vento. La vista mozza fiato dalla scogliera e il paesino di case bianchissime con tetti a cupola blu creano un insieme pittoresco. Rientriamo a bordo e dopo una bella doccia rigenerante accompagniamo i nostri amici al party-aperitivo con il capitano che rinnoverà la loro promessa di unione. Siamo a metà crociera e tutto sta andando a meraviglia. Mio marito riesce anche a correre attorno alla nave, da parte mia lo seguo camminando con la speranza di bruciare un po' di calorie di questi giorni. Approdiamo a Mykonos di sera la più mondana delle isole greche. Inizia il suo sviluppo dopo la II Guerra Mondiale quando diventa meta di Star hollywoodiane e di una nutrita comunità omosessuale. Già in tempi antichi l'essere omosessuale faceva parte della normalità quando la cultura e il teatro celebravano il risveglio dei sensi in tutte le sue forme, quando l'amore tra maestro e discepolo, tra adulto e giovane erano parte integrante della società. E' piacevole e movimentata, ma niente di particolare. Eccoci a Rodi una delle tappe più interessanti. Intera giornata a disposizione con la possibilità di un'escursione a Lindos ciò che i nostri amici fanno mentre noi preferiamo restare in città, ma appena ci inoltriamo troviamo un noleggiatore di motorini e sempre affascinati dalla due ruote decidiamo di noleggiarne uno e di dirigerci anche noi a Lindos che in fin dei conti dista solo 50 chilometri. Durante il tragitto sostiamo in un paesino conosciuto probabilmente solo dagli isolani e acquistiamo dei vasetti di olive che qui sono buonissime. Con enorme sorpresa dei nostri amici li ritroviamo e con loro saliamo verso l'acropoli in cima sulla roccia a 105 metri sul mare. Qui troviamo le rovine del palazzo del governatore, di una chiesetta bizantina e del tempio di Atena. Uno dei più bei panorami della Grecia: la costa turca, una parte dell'isola di Rodi, il porticciolo naturale e le bianche case con le loro viuzze pavimentate di ciottoli bianchi e neri che formano disegni arabescati se poi si aggiunge un cielo terzo e azzurro...una meraviglia! Sempre con il nostro grande mezzo rientriamo, un po' indolenziti, ma ne valeva la pena. Rodi è considerata patrimonio dell'umanità. I suoi simboli sono: la rosa (spesso stampata sui conii), il cervo (due all'ingresso portuale) e l'ibisco fiore che decora ville e giardini. Centro marittimo e commerciale nel 1300 fu offerta ai “cavalieri” cacciati da Gerusalemme che respinsero vari attacchi da parte dell'Egitto e da Maometto. Di questo periodo resta il palazzo del Gran Maestro il più importante con i suoi pavimenti ricoperti di mosaici romani. I cavalieri caddero invece sotto l'invasione degli ottomani il cui dominio durò quattro secoli e a loro fu concesso di ritirarsi a Malta. La città vecchia si divide nel quartiere dei cavalieri e in quello del popolo. Troviamo il luogo del vecchio mercato, chiese bizantine, moschee, bagni turchi e palazzi. Siamo sul distrutto ma contenti di esserci arricchiti culturalmente. Ormai siamo giunti verso la fine della nostra crociera manca solo Dubrovnik (Ragusa) in Croazia sulla costa della Dalmazia. La penultima sera a bordo prevede il gran buffet a mezzanotte; non possiamo mancare se non altro per la curiosità che alla fine viene soddisfatta. Purtroppo all'ora fatidica una calca incredibile di persone pronte a gettarsi come affamati su quel ben di Dio: da non credere alcuni hanno cenato alle 21! Riesco a intrufolarmi tra i primi, il mio desiderio è quello di poter fotografare quel buffet così ricco arricchito da sculture di ghiaccio enormi degne di un maestro dello scalpello. Ce la faccio anche se l'ultima cade sotto l'orda “barbara” prima del mio arrivo. Comunque tutti i piatti erano composti e decorati con prodotti mangerecci abbinati con effetti artistici eccezionali. Siamo giunti al termine eccoci a Ragusa, la nave rimane in rada e noi raggiungiamo terra con le lance. Dalla porta principale “Pile” si intravede la grande strada pavimentata in marmo che divide in due parti la città che nell'insieme è piacevole ma monocroma poiché è costruita tutta con la stessa pietra tendente al giallo. La città è circondata da mura del XIII-XVI secolo che sfidano il tempo, spesse 4-6 metri e lunghe 2 chilometri intercalate da 16 torri (si possono visitare a pagamento) dalle quali si gode una bella vista sullo strapiombo. Chiese barocche e rinascimentali, palazzi, conventi, fontane (quella maggiore fu costruita da un italiano nel medioevo per portare l'acqua in città in due posti) arricchiscono Dubrovnik. Queste vecchie città di mare fortificate sono sempre uno spettacolo superbo. La nostra crociera è terminata e ne siamo rimasti soddisfatti, la valutazione in generale è sicuramente positiva ed è un'esperienza che merita di essere vissuta.

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