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Pubblicato da Claudio | 28/02/2015 01/03/2015 | 790

Bologna, la dotta, la rossa, la grassa

Località visitate:

Bologna (Italia), Maranello (Italia)



Racconto del viaggio

Si parte dal weekend gratuito da utilizzare con il cofanetto SmartBox e la scelta ricade su Bologna, non troppo lontana e di cui sempre abbiamo sentito ben parlare. Si parte il sabato pomeriggio, abbiamo prenotato al Novotel che si trova in zona fiera. L’hotel è tranquillo (non ci sono fiere), in zona decentrata (ci dobbiamo muovere in macchina), ma pulito e avrebbe anche la piscina ma è un po’ troppo presto. Anche la colazione si rivelerà ottima, come i consigli del personale. Giusto il tempo di lasciare le valigie e partiamo alla scoperta di Bologna. La chiamano la Dotta, la Rossa e la Grassa, scopriamo allora il perché. La Dotta perché ospita una delle più antiche Università d’Italia frequentata ancora oggi da sempre più numerosi studenti italiani e stranieri che contribuiscono a mantenere il suo ruolo di attivissimo centro culturale. In effetti tutto il centro è disseminato di sedi universitarie. La Rossa per il colore dei tetti e delle case, che mantengono vivi i colori tipici dell’epoca medievale. La Grassa per la tipica gastronomia conosciuta in tutto il mondo e che ha conquistato anche i palati più esigenti. La sensazione che qui a tavola si cada sempre in piedi e sia difficile sbagliare. Decidiamo di partire dall’alto, stiamo parlando della Torre degli Asinelli da cui si gode una vista mozzafiato della città (la salita costa 3 Euro). La vista si fa sudare visti i 498 gradini necessari per raggiungere la terrazza. La Torre è la più alta d’Italia (97 metri) che regala un panorama a 360° su Bologna. Ecco San Petronio, Piazza Maggiore e via Rizzoli. E sullo sfondo i colli con la Basilica di San Luca. Affacciandosi dalla terrazza e guardando verso il basso è poi impressionante vedere l’altra torre, la Garisenda, che, se possibile, appare ancora più pendente. La città è una meraviglia inattesa, si parte da piazza Maggiore dove si trova il Simbolo di Bologna: la fontana di Nettuno, talmente monumentale da essere chiamata ‘Il gigante’ dai bolognesi. Fu Carlo Borromeo a volerla per simboleggiare il fortunato governo del neo eletto papa Pio IV. Per costruire la fontana, terminata nel 1565, venne abbattuto un intero isolato e la spesa fu ripartita tra le case e le botteghe adiacenti. La statua del dio Nettuno venne posta esattamente nel punto di intersezione tra il cardo e il decumano, le antiche vie romane, che definivano il centro dell’area urbana. Secondo una leggenda, lo studente che deve superare un importante esame è bene che giri due volte in senso antiorario attorno alla fontana per attirare la fortuna a sé. Così fece anche il Giambologna, autore della statua, che girò attorno al piedistallo meditando su come realizzare il Nettuno, dando così inizio alla sua fortuna. Una curiosità: posizionandoci di scorcio alla destra del dio si nota che Giambologna, offeso dalla richiesta del committente riguardo la riduzione della virilità della statua, creò un effetto ottico scherzoso, che riproducesse con la mano l’effetto da lui desiderato. Le strade di Bologna vengono utilizzate come corridoi di comunicazione tra i vari luoghi d’interesse storico, culturale ed artistico attraverso un percorso museale urbano, il Genus Bononiae, che ne racconta la vita ed i sogni. La Biblioteca d’Arte e di Storia di San Giorgio in Poggiale è uno dei fiori all’occhiello dell’itinerario. Lo spazio ospita una ricca biblioteca che ad oggi ospita importanti volumi di storia locale, un’emeroteca ed un archivio fotografico. Prova del desiderio di promuovere e mantenere l’aspetto giovane e vitale della città è il MAMbo, il Museo d’Arte Moderna. Lo scopo è quello di sostenere le forme artistiche più innovative proponendo un’attività espositiva focalizzata sulla ricerca e la sperimentazione. Anche la storica sede del Comune, Palazzo d’Accursio, è stata trasformata in uno spazio interculturale e multimediale per i giovani. Sotto il cristallo che copre la splendida piazza dell’ex Borsa Valori si possono ammirare gli scavi e la sedimentazione delle diverse civiltà in uno scenario armonico. Per sfruttare l’ingresso gratuito ai museo la prima domenica del mese andiamo a visitare la Pinacoteca di Bologna che si trova nella zona universitaria, nello stesso edificio storico che ospita l’Accademia di Belle Arti ma a parte un Giotto nulla di memorabile. Non tutti sanno che la città è ricca di canali che risalgono al XII secolo e che sono in buona parte visitabili anche nei percorsi sotterranei. Una perla si nasconde tra via Indipendenza e via delle Moline, nascosto tra i muri ocra e mattone della città, scorre il Canale delle Moline, il tratto cittadino del Canale Reno. Qui vi sono diversi affacci da cui si può ammirare lo scorcio sul canale. In via Piella si trova poi una finestrella dove una foto al canale è obbligatoria. Qui si trova anche una trattoria molto quotata la Trattoria dal Biassanot che sfortunatamente era pienissima. A proposito di cibo abbiamo optato per il ristorante Donatello poco distante dove comunque abbiamo mangiato bene. Per un’aperitivo/cena non possiamo non consigliare il Mercato di Mezzo, un’area recentemente restaurata dove ci sono una serie di locale e si può bere e mangiare. Assaggi vari dai salumi ai formaggi, non è a buon mercato, ma carino. Per i tortellini e la mortadella ecco due riferimenti utili: il negozio Atti secondo alcuni vende il miglior tortellino di Bologna in cui spicca la nota di noce moscata (che non è però equamente distribuita nel ripieno: in alcuni si sente di più che in altri), il ripieno è bello grasso e la sfoglia omogenea in ogni suo punto e il rapporto pasta/ripieno è ottimo. Per la mortadella l’indirizzo giusto è Tamburini che da ben 82 anni ha elogi di guide e riviste gastronomiche e di buongustai che ne hanno assaporato le delizie. Situata nel centro di Bologna, fra le vie più antiche dello shopping culinario (via Clavature, via Drapperie, via Pescherie e via Caprarie) è leggendaria per i suoi salumi, formaggi e pasta fresca. Qui è possibile mangiare e comprare.
Resta nelle cose da fare a Bologna la visita al Santuario della Madonna di San Luca che si trova sulla sommità del Colle della Guardia, uno dei colli che circonda Bologna. Per i bolognesi ha una valenza affettiva molto grande. È una vera e propria icona (assieme alle due Torri). Si vede da tutta la città ed è collegato alla città dal portico più lungo del mondo (quasi quattro km e conta 666 archi e 15 cappelle).
Sulla strada del ritorno pensiamo di fermarci a Maranello per una visita al Museo della Ferrari che pensavamo essere sulla strada, in realtà la deviazione dall’autostrada è abbastanza lunga. A Modena è possibile visitare la casa di Enzo Ferrari, mentre a Maranello c’è la sede della casa del Cavallino, il circuito ed il museo. Il Museo racconta infatti la Ferrari di oggi e di domani, affondando le radici nella straordinaria storia del Cavallino Rampante. Ad una esposizione permanente dedicata alla Formula 1 ed ai Campionati del Mondo dove, oltre alle monoposto, al “muretto box” si può capire cos’è la telemetria e come guida un pilota in corsa, si aggiungono cinque sale che propongono mostre tematiche di grande interesse. Per i visitatori, molte altre attrazioni: una Sala Cinema con proiezione continua di filmati a tema, i simulatori di Formula 1, la possibilità di misurarsi in un vero cambio gomme, i maxischermi per i Gran Premi, un grande Ferrari Store e la caffetteria. Usciamo e riprendiamo la strada di casa.

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