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Pubblicato da Antonella | 11/06/2012 16/06/2012 | 2 | 1079

Istanbul e Bodrum

Località visitate:

Bodrum (Turchia), Istanbul (Turchia)


Mezzi di trasporto:


Racconto del viaggio

Il viaggio è programmato con due giorni di soggiorno a Istanbul e 4 giorni a Bodrum. Rivediamo sempre volentieri questa grande città turca europea con il fascino orientale. Partiamo da Malpensa con un volo Turkish Airlines della durata di circa 3 ore. Atterriamo, siamo a circa 35 km dalla città vera e propria e con un taxi che ci catapulta direttamente nel traffico caotico andiamo all'Hyatt, il nostro hotel. Questo si trova vicino a piazza Taksim (qui vediamo passando il monumento alla repubblica con la statua di Ataturk e altri leader rivoluzionari) e dopo le formalità prendiamo possesso della nostra camera. E' pomeriggio e decidiamo di terminare la giornata con una passeggiata al gran bazar. Qui, nel più grande bazar coperto, troviamo una fitta animazione di turisti e di locali. Molte donne giovani e meno portano il velo e alcune anche il burka. Gli odori delle spezie e degli aromi orientali ti penetrano tanto che non riesci più a distinguerli. Il contrattare è d'obbligo e solo se cerchi uno sconto troppo alto ti lasciano andare altrimenti ti inseguono fino a conclusione dell'acquisto che ti senti quasi in obbligo di dover fare. Il vero bazar, quello autoctono, lo trovi comunque lungo tutte le strade della città dove una miriade di negozietti e bancarelle si susseguono all'infinito. Per cena andiamo nel più vecchio ristorante di Istanbul il Baliki Kahraman poiché nei pressi l'aeroporto riprendiamo un taxi e ci facciamo portare. L'ambiente si sviluppa su due piani con sale piuttosto ampie arredate alla turca con arazzi, tappeti e piatti. Qui hanno pranzato anche il presidente Carter, politici e alte personalità. I piatti sono tipici, ma la parte più piacevole è assaporare l'aria locale. Soddisfatti rientriamo in hotel la giornata è stata fruttuosa. Di mattina partiamo alla volta di Topkapi che apre alle 9. Il palazzo costruito da Maometto II su questa collina che domina il Mar di Marmara, il Bosforo e il Corno d'oro. Il palazzo si snoda su diversi cortili dove sono esposte porcellane cinesi (la 3° collezione per importanza artistica dopo Pechino e Dresda) provenienti dai servizi da tavola dei Sultani, ceramiche giapponesi, cristalli di Boemia e poi armature, abiti etc. ma naturalmente la stanza più spettacolare è quella del tesoro dove ori, argenti, pietre preziose (tra cui il famoso diamante Kasicki di 86 carati) sono in bella mostra. Si vedono così tanti gioielli che all'inizio ammiri ma poi essendocene talmente tanti perdono parte della loro unicità. Nell'harem (che significa “cosa vietata”) vivevano la madre (che aveva un ruolo preponderante), le mogli, le concubine e le schiave del sultano sorvegliate e assistite dagli eunuchi. E' un labirinto di cortili, segrete e stanze poste a livelli diversi e collegate da tortuose scalette. L'appartamento del Sultano è arredato con oggetti ricchi come ceramiche di Delft, specchi di Murano; la biblioteca rivestita di piastrelle con disegni blu e verdi ha i ripiani in legno adorni di intarsi di madreperla e tartaruga. Dopo un veloce kebab al pollo che acquistiamo per poche lire ad una bancarella ci dirigiamo verso Santa Sofia. L'entrata è di 25 LT e poiché è considerata museo non c'è l'obbligo di togliere le scarpe. Era la più grande chiesa cristiana fatta costruire da Giustiniano nel 537, successivamente Solimano il magnifico la trasformò in moschea. Le fotografie sono ammesse, ma senza flash. Circondata da 4 minareti si accede all'interno dalla porta reale e subito la grande cupola ti avvolge. Grandi dischi decorati di legno appesi in alto portano iscritti in oro i nomi di Allah, Maometto e dei primi quattro profeti. Lastre di marmo rivestono il pavimento, un tempo ricoperto di mosaici, marmo proveniente da Marmara (bianco), dalla Tessaglia (verde antico), dal nord Africa (giallo) e porfido porpora dell'Egitto. Dal piano superiore si gode la vista della Moschea Blu nostra prossima tappa. Passando dell'ippodromo romano di cui rimangono solo le forme e poche vestigia e accompagnati da un eco di muezzin che chiamano alla preghiera arriviamo alla nostra meta. Questa moschea è un vero luogo di culto e pertanto è d'obbligo togliere le scarpe e indossare un velo. Armoniosa all'esterno con 6 minareti (solo la Mecca ne ha 1 di più), e luminosa all'interno con le sue 260 aperture che proiettano una luce vivida sul rivestimento fatto di piastrelle di ceramica dove il blu è predominante. Tappeti rossi al pavimento dove i fedeli in preghiera (uomini separati dalle donne) stanno compiendo i loro riti. Siamo abbastanza stanchi, ma compiendo un ultimo sforzo riusciamo anche a visitare la Cisterna Basilica. Entrata 10 LT costruita da Giustiniano con lo scopo di rifornire d'acqua il Gran Palazzo. E' particolare poiché si trova a 6 metri sotto il livello esterno, 336 colonne decorate e illuminate dal basso creano un'atmosfera suggestiva. Gocce di acqua filtrano ancora dal soffitto dell'imponente sala con volta di mattoni. Durante i mesi estivi si tengono concerti essendoci una buona acustica. Lasciamo Istanbul per Bodrum per quattro giorni di solo relax. Il volo dura circa 1 ora e 30, ma dall’aeroporto con il taxi (prenotato dall'Italia da e per l'aeroporto 155 euro) ci vogliono altri 50 minuti per arrivare al nostro hotel, l’Hilton. Durante il trasferimento notiamo di come l'intervento dell'uomo abbia fatto scempio della natura. Sulle collinette dietro ai vari golfi naturali, hanno costruito agglomerati di case-vacanza una addossata all'altra (tipo favelas) creando aride macchie bianche non certamente in armonia con la natura circostante. L'hotel è grandissimo e la sua struttura si sviluppa in verticale cioè dalla hall al piano terra si scende per cinque piani dove trovi le camere (corridoi da labirinto), le sale conferenze, il ristorante, il fitness e al piano più basso bar, piscine e breve strada che porta al mare (spiaggetta ben attrezzata). Nota di merito va al ristorante self-service dove hai solo l'imbarazzo della scelta dai 30 piatti di antipasti, ai primi, alla decina di secondi di carne e pesce, alla verdura e ai dolci. Non c'era alcuna possibilità di passeggiare all'esterno poiché il primo un paesino (piccolino) era a circa 5 km e la strada non era illuminata. Il caldo non ci avrebbe certo incoraggiato la temperatura si aggirava sui 38 gradi e l¬’ideale era stare al mare o in piscina. Il soggiorno di 4 giorni di assoluto riposo sono davvero volati ed è ora di tornare a casa sempre con doppio volo Turkish.





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